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Pancakes Senza Uova e Senza Glutine è una ricetta di pancakes a basso indice glicemico e senza zucchero + Come ho deciso di reinventare la tradizione e come lo puoi fare anche tu
Per Natale mia sorella mi ha regalato il libro dell’autrice del blog “Orangette”. Non conoscevo né il blog né l’autrice (Molly Wizenberg) ma apparentemente vivevo in una campana di vetro, visto che il suo blog è stato indicato dagli editori come il “blog più famoso al mondo” e il suo libro ha scalato la famosa vetta dei New York Times Bestseller. Si tratta di un libro di oltre 300 pagine, senza nessuna fotografia e si presenta come un romanzo di vita di famiglia dell’autrice. Di lettura molto semplice (nessun dramma, solo pezzetti dei ricordi della sua vita con parenti e genitori e del cibo che consumavano) è accompagnato da ricette classiche: tanto zucchero bianco, farina raffinata, etc. Ma dopo aver consumato con curiosità metà di questo libro, ho iniziato a riflettere sul rapporto del cibo e della tradizione, intesa come quella legata alla nostra famiglia.

E’ indubbio e pressappoco inevitabile non unire una qualsiasi emozione al cibo con cui siamo stati nutriti fino all’età in cui abbiamo vissuto in famiglia (per me questo vuol dire 18 anni, per qualcun altro quaranta 😉 ma ora non voglio entrare in questo discorso…). In pratica, i gesti, le abitudini alimentari, i riti delle nostre madri, dei nostri padri, delle nonne e zie parlano tutti di chi siamo veramente (questo è ciò con cui concordo pienamente con Molly). Cioè, è un po’ come fare psicoterapia e tu cerchi di capire perché quelle frasi dette da tua madre ripetutamente prima dei tuoi dieci anni hanno segnato per sempre il tuo rapporto con gli uomini (o con qualsiasi altra cosa). E’ lo stesso per il cibo. Se ti fermi a riflettere, tutto ciò che tu sai sul cibo e ciò che provi sul cibo ha a che fare con aspetto emotivo: con quel nutrimento non solo alimentare, ma emotivo, che ha a che fare con il nostro sentirsi al sicuro, sentirsi liberi di esprimere le emozioni, sentirsi vulnerabili…Ciò che vorrei dire, è che, sapendo questa cosa ora, mi sembra più semplice ripensare al mio attuale percorso in cucina.

Mia madre faceva spesso le torte, almeno tre volte a settimana, e i panini al latte, morbidi e caldi, che nascondevano un cuore di burro che si scioglieva appena li addentavi. Mi ricordo che mi piaceva tornare a casa da scuola, infreddolita, entrare in casa ed essere colpita dal calore, dal profumo del forno e vedere la luce gialla del lampadario della cucina accesso. Prima ancora di conoscere Luca, nei giorni particolarmente stressanti di un lavoro che mi portava spesso a viaggiare e stare da sola, tornavo a casa e mi facevo questi panini al latte e burro oppure una delle torte di mia madre. Era come tornare bambina e sentirmi al sicuro e protetta.
- 1 mela
- 2 cucchiaini di cannella
- Kefir d’acqua (o acqua naturale o latte di cocco ) qb
- 1 cucchiaio di zucchero di cocco integrale
- 120g di farina di quinoa (o altra farina di tua scelta)
- 1 cucchiaino di aceto di mele
- ½ cucchiaio di bicarbonato di sodio settacciato bene
- 1. Frulla la mela con la cannella e un po’ di kefir d’acqua. Devi ottenere una purea densa, liquida ma non troppo. Regola di dolcezza a piacere con lo zucchero di cocco, la stevia in polvere o lo xilitolo di betulla.
- 2. Unisci delicatamente con la farina di quinoa che hai precedentemente amalgamato bene con il bicarbonato di sodio.
- 3. Ora aggiungi l’aceto di mela e mescola. Eventualmente, aggiusta di acqua.
- 4. Preriscalda la padella per le crepes e ungi con un po’ di ghee. Versa il liquido aiutandoti con un bicchiere (mezzo bicchiere a crepes) o con uno mestolo. Lascia asciugare bene i bordi prima di girare la crepes.
- 5. Servi subito.

Per me i tempi dei panini al latte e burro non ci sono più, per scelta. Ma questo non significa privarmi del cibo che conforta, né me né mio marito (che ha altri ricordi, spesso e volentieri legati alle pietanze delle sue nonne) ma ripensare a come ricreare lo stesso rito di tradizione e ricordi piacevoli, tramite le nuove ricette. Se anche te da un momento all’altro, sei dovuta passare da un’alimentazione classica (per via di scelte più salutari o per un’intolleranza, un’allergia o un’altra questione di salute) credo che mi capirai: abbiamo la possibilità di ricreare una nuova tradizione, con gesti e ricette ripetute, e legarle a emozioni positive.
Di strada ce ne è da fare, ma non è una strada tesa in avanti: è una strada con lo sguardo rivolto indietro, a riscoprire un’alimentazione migliore per ognuno di noi, con gli alimenti più nutrienti disponibili.

E così che vivo la ricetta che ti propongo oggi: è una ricetta di pancakes senza uova, diversa da quella precedente perchè ho cercato di migliorarne la consistenza. Ho evitato le uova non perché non mi piacciono o perché non le mangiamo, ma perché volevo un effetto di leggero detox sul fegato, che stiamo praticando da alcune settimane. Io ho utilizzato la farina di quinoa, ma tu puoi sostituirla con la farina di teff o anche con la farina di grano saraceno. Penso che sarebbe venuta benissimo anche con la farina di farro o orzo integrale. Ad ogni modo, visto che ho voluto sfruttare l’effetto della pectina (che come ben sai, oltre ad essere un aiutante nella liberazione delle tossine dall’organismo, ha anche poteri leganti) non cercare di sostituire le mele con altra frutta: non funzionerà. Ho notato anche che queste crepes, se arricchite dal gel di semi di psillio (o lino o chia) hanno un maggiore effetto lassativo. L’impatto glicemico diminuisce se al posto dello zucchero di cocco usi la stevia, se al posto del kefir d’acqua usi solo l’acqua e se aggiungi il gel di semi di lino.
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